Mafia: Giornata Memoria per non dimenticare

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L’istituzione della Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno e’ un promemoria ortopedico, non un atto di pacificazione. Non puo’ esserci pace senza verita’ e quando parliamo delle vittime delle mafie, parliamo di oltre il 70% di delitti senza colpevoli. Questa legge e’ un atto dovuto alla memoria di chi ha perso la vita a causa della violenza delle mafie, tanto che si tratti di magistrati in prima linea, quanto si tratti di bambini impegnati semplicemente a vivere e crescere. Scegliere attraverso una legge cosa valga la pena ricordare e’ un atto di alta politica che contribuisce ad edificare la coscienza di un popolo, l’identita’ di un Paese: il Parlamento oggi prende un impegno con se’ stesso. Questa memoria che e’ diventata legge sara’ di sprone ad andare fino in fondo nella ricerca di quella verita’, costi quel che costi 

Mafia: da gennaio Antimafia a lavoro su vittime

(ANSA) – ROMA, 27 DEC – “Le parole della Presidente Maggiani Chelli meritano un approfondimento: a Gennaio proporrò di riaprire il V Comitato della Commissione Antimafia”. Lo dice il deputato Pd Davide Mattiello, che in commissione antimafia guida il V comitato sulle vittime di mafia, a proposito delle parole della presidente dell’ associazione delle vittime della strage di vira dei Gerorgofili che ieri ha detto che lo stato è “complessato verso la famiglia Riina” mentre i parenti delle vittime restano senza vitalizi. “Il nostro Paese – spiega Mattiello- si è dotato negli anni di diverse normative a sostegno delle vittime della violenza mafiosa, che dovrebbero offrire un’ampia tutela: dalla possibilità che sia lo Stato a risarcire il danno stabilito in sede civile in vece del mafioso condannato, alla possibilità di ricevere speciali elargizioni, vitalizi o l’assunzione nella PA qualora si abbia subito una invalidità permanente. Benefici che riguardano a certe condizioni la vittima sopravvissuta o i suoi più stretti famigliari. Le condizioni di accesso devono essere chiare e rigorosamente accertate per evitare abusi e danni erariali, ma questo non deve diventare un ostacolo a riconoscere situazioni sostanzialmente meritevoli e non può tradursi in attese che durano anni. Il V Comitato che coordino, si è fin qui occupato soprattutto di testimoni di giustizia, arrivando a proporre una riforma organica del sistema tutorio, sottoscritta da tutti i gruppi parlamentari, attualmente all’attenzione della Commissione Giustizia della Camera; ora potremmo dedicare tempo ed energie alla questione delle vittime di mafia. Ha ragione la presidente Maggiani: la legge è uguale per tutti e se è doverosa l’attenzione per chi sconta una condanna, non certo minore – conclude – deve essere quella rivolta a chi il crimine l’ha subito”

21 marzo

Il 21 marzo sia ufficialmente la giornata dedicata alla memoria delle vittime innocenti di mafia: raccogliere l’appello di don Ciotti e’ possibile. Un anno fa, a sottolineare la universalita’ del significato civico della memoria delle vittime, e’ stata ripresentata con le firme di tutto il gruppo PD alla Camera la proposta di legge relativa alla istituzionalizzazione della giornata della Memoria e dell’Impegno, arrivata ormai alla XIX edizione". Lo afferma in una nota Davide Mattiello, deputato del Pd in Commissione Antimafia. “Ogni anno centinaia di familiari delle vittime innocenti si danno appuntamento per la giornata e decine di migliaia i cittadini si stringono attorno a loro in un grande abbraccio. Anche la Presidente Boldrini, nel suo discorso di insediamento alla Camera, rivolse esplicitamente alla manifestazione in corso a Firenze un saluto accorato – aggiunge -. Quest’anno la localita’ scelta per la Giornata della Memoria e’ Latina, sarebbe bello arrivasse in tempo la notizia della calendarizzazione in Aula. La proposta di legge e’ stata assegnata alla I Commissione”

Solidarieta’ a Giacalone per querela

Mi unisco ai familiari delle vittime di mafia che hanno firmato una lettera aperta di sostegno al giornalista Rino Giacalone, recentemente querelato dalla signora Rosa Pace vedova del boss Mariano Agate. Giacalone e le famiglie vittime della violenza mafiosa hanno il coraggio della denuncia e questo e’ un bene prezioso per la collettivita’. Prima di rivendicare l’onorabilita’ di boss defunti, bisognerebbe almeno spendere una parola di comprensione e di condanna per le conseguenze della efferata brutalita’ dei comportamenti mafia. La giustizia ha bisogno di discernimento.