(ANSA) – ROMA, 9 SET – Il Viminale produca “la relazione sul sistema di accoglienza”, “manca da mesi ed è un brutto segnale”. Lo chiede Davide Mattiello, deputato pd, componente delle commissioni giustizia e antimafia. “Lascio la Summer school di ‘Europa Asilo’, decine di realtà organizzate da tutta Italia, al lavoro per tre giorni su asilo e prospettive di terza accoglienza: la trasparenza del sistema di accoglienza primario è condizione necessaria e ha funzione deterrente. Purtroppo il Ministero dell’Interno – constata il parlamentare – non ha ancora prodotto la relazione che dovrebbe essere pubblicata ogni anno entro il 30 di giugno, ci dicono gli Uffici preposti che la bozza sta al Mef in attesa di verifica. È un brutto segnale, che offende gli operatori onesti, perché contribuisce a una forzata convivenza con chi fa dell’accoglienza soltanto un business. Salvo pensare che il problema fossero soltanto Buzzi e Carminati. Che intenzioni ha il Ministro dell’Interno Alfano?”.

Sistema di accoglienza: il Viminale sta violando la Legge

(ANSA) – ROMA, 12 APR – “Dal Viminale e’ stata violata la legge sulla trasparenza del sistema di accoglienza”. A dirlo e’ il deputato Pd Davide Mattiello, componente delle Commissioni Giustizia e Antimafia. “E’ dal 30 giugno 2015 che aspettiamo la relazione pretesa da un emendamento che proposi e venne votato all’unanimita’ nell’ottobre del 2014. La norma – ricorda il parlamentare dem –  impone al Viminale di produrre ogni anno al 30 di giugno una mappatura puntuale sul sistema di accoglienza primario, quello che soprattutto in emergenza vive della discrezionalita’ delle Prefetture. Dopo mesi di traccheggiamenti, una relazione e’ stata ultimata nel dicembre del 2015, ma mai pubblicata. Io la bozza di quella relazione l’ho vista: dati vecchi e parziali; se fosse stata pubblicata sarebbe stata una beffa. Intanto si moltiplicano i casi di speculazione sulla pelle dei migranti. Casi che rischiano di aumentare con la chiusura della rotta balcanica”. “La trasparenza su questi dati: chi prende i soldi, quanti, per fare cosa, e’ propedeutica ad una buona gestione dell’accoglienza, che dovrebbe fare rima con solidarieta’”, conclude Mattiello.

Caso Cutrò: il Viminale fornisca le carte alla commissione antimafia

(ANSA) – ROMA, 24 MAR – La Commissione Antimafia ha scritto al Viminale per acquisire le carte che riguardano il caso Cutro’, l’imprenditore edile siciliano, testimone di giustizia, oggetto di minacce per aver detto “no” al racket e costretto a chiudere la propria azienda nel gennaio 2015. Le perizie prodotte nel 2011, su incarico del Viminale – secondo quanto emerso in questi giorni – non soltanto certificarono il danno subito dall’azienda di Cutro’, ma stabilirono il nesso di causa effetto tra il danno e le denunce fatte dallo stesso Cutro’. “Quindi – spiega il deputato Pd DavideMattiello, che in Antimafia coordina il gruppo sui testimoni di giustizia i collaboratori e le vittime di mafia – riteniamo che sia giusto che il Ministro dell’Interno si faccia carico della situazione debitoria incolpevole, che rischia di schiacciare Ignazio Cutro’ e la sua famiglia”. Ma il deputato chiede che “anche le banche facciano la loro parte: e’ altrettanto giusto chiedere a Unicredit e Banca Sant’Angelo se si rendano conto di cosa stiano facendo. Perche’ pure le banche dovrebbero mostrare maggiore sensibilita’ verso questa situazione. A normativa vigente sono purtroppo pochi gli strumenti a disposizione del Viminale per intervenire in una situazione che ha caratteristiche molto particolari sul piano giuridico, forse soltanto quello del contributo straordinario e di questa circostanza il Parlamento deve farsi carico”. “Di questo abbiamo piu’ volte discusso con il viceministro all’Interno Bubbico, che ha dimostrato di apprezzare la proposta di legge di riforma che la Commissione Antimafia ha depositato  alle Camere, a prima firma Bindi, sottoscritta da tutti i gruppi politici. L’unica road map possibile – conclude Mattiello – e’ quella di intervenire subito con gli strumenti che ci sono per evitare ulteriori drammi, per poi impegnarci tutti insieme per approvare la legge. I testimoni di giustizia sono cittadini onesti che aiutano lo Stato a fare giustizia, sostenerli e’ semplicemente un dovere”. Anche l’Associazione nazionale testimoni di giustizia fa notare che le perizie “redatte cinque anni fa e che solo adesso vengono fuori, proprio mentre Ignazio Cutro’ si trova "alla canna del gas”, non possono che causare sconcerto e amarezza. Chi ha colpevolmente taciuto, sia obbligato a rendere spiegazioni e sia chiamato a rendere giustizia per l’affronto subito dalla famiglia Cutro’. Il ministro Alfano sia chiamato in Parlamento a rispondere sull’intera vicenda che getta ombre e rivela le ingiustizie subite da chi si e’ sempre schierato dalla parte dello Stato, cioe’ i testimoni di giustizia"