Processo San Michele: il Governo nomini un Commissario per le vittime di usura

Ora il Governo nomini subito il Commissario per le vittime di racket e usura. Le condanne arrivate oggi nel processo San Michele, pur non essendo definitive, costituiscono una tappa importante nel percorso di giustizia che le Forze dell’Ordine e la Magistratura del territorio torinese stanno portando avanti ormai da oltre un decennio se si considera il momento in cui Varacalli, affiliato alla ‘ndrangheta, ha cominciato a parlare. Il processo San Michele è importante in particolare perché dimostra la capacità del nostro sistema investigativo e giudiziario di reagire tempestivamente per fermare sul nascere le infiltrazioni mafiose anche negli appalti delle grandi opere. Ma in questo processo ha svolto un ruolo rilevante l’architetto Mauro Esposito che con le sue denunce ha permesso agli inquirenti di avere un quadro preciso della situazione. L’architetto Esposito ha pagato un prezzo molto alto per la sua scelta sia sul piano professionale che personale, un prezzo che lo Stato e gli altri Enti coinvolti, penso soprattutto ad Inarcassa, devono riconoscere e risarcire. Il Governo intanto potrebbe dare un segnale di attenzione atteso ormai da Luglio: nominare il nuovo Commissario per le vittime di Racket e usura, la sede è vacante da quando è andato in pensione il prefetto Giuffrè. Non è più possibile aspettare: senza Commissario, le pratiche relative ai risarcimenti per chi smette di subire e denuncia, sono ferme. Questo ritardo rischia di aumentare le sofferenze e anche il senso di precarietà in chi si affida allo Stato e questo è un regalo alla criminalità organizzata che non si giustifica nemmeno a Natale!

Mafia: Governo nomini commissario vittime usura

(ANSA) – ROMA, 27 SET – “Il Governo nomini il Commissario straordinario per le vittime di usura e racket: il modo migliore per onorare la scelta degli imprenditori di Corleone che si sono ribellati al pizzo”. Lo chiede il deputato Pd Davide Mattiello, che ricorda che da quando a Luglio e’ andato in pensione il prefetto Giuffre’ il posto e’ vacante. “E’ un’assenza che pesa sia sul piano operativo, sia sul piano simbolico: sono tante in Italia le vittime di usura e racket, una parte di queste decide di denunciare, rompendo il muro della paura e accettando consapevolmente di correre un rischio anche grave, come nel recente caso di Giovanni Cugliari nel vibonese. Queste persone quando si affidano allo Stato non possono vedere una porta chiusa, un ufficio vuoto. Questa sera il Consiglio dei Ministri puo’ risolvere la situazione”, conclude il deputato, che e’ componente delle commissioni Antimafia e Giustizia.