Sassari 1922: il mio nuovo libro dedicato a Berlinguer

La nuova “Cartolina” di Coppola Editore è

Sassari 1922. Caro Berlinguer, cento di questi giorni.

Il racconto è affidato a Davide Mattiello che parte dal 25 maggio 1922: il giorno in cui a Sassari nasceva Enrico Berlinguer. Lo stesso anno della marcia su Roma.

Il libro è una riflessione sulla libertà, una condizione fragile e mai scontata che dipende dalla parte che ciascuno di noi decide di interpretare.

La libertà, di cui la democrazia è manifestazione, muore di clientelismo e della corruzione che ne deriva. Berlinguer, in particolare nell’intervista rilasciata a Scalfari nel 1981, dimostra di averne chiara consapevolezza, tanto da definire questa “questione morale” il centro del problema italiano. Ed è di un’attualità impressionante.

Sassari 1922 sarà presentato il  19 Maggioalle ore 21:00, presso laBiblioteca civica Francone di Via Vittorio Emanuele II – Chieri (TO)
Con:
Davide Mattiello, presidente di Benvenuti in Italia
Paolo Furia, segretario regionale PD Piemonte

 

Il libro fa parte della collana “le cartoline”: frammenti di storia che raccontano anni e città dentro libri-cartolina, per lettori sempre in viaggio.

Autore: Davide Mattiello

Anno: 2022

Editore: Coppola Editore

Prezzo: 10,00€

Se vince la Mafia, 30 anni dopo le stragi

 

Se è vero che la prima Repubblica nasce a Portella della Ginestra, la seconda Repubblica nasce a Capaci e oggi, trentanni dopo le stragi, siamo a un giro di boa. Cosa possiamo fare noi perchè gli ideali di libertà, uguaglianza e giustizia sociale continuino ad essere la stella polare che guida il nostro agire e lagire politico?

Nel 1992 londa durto delle bombe ha scosso unintera generazione. Prima Capaci, poi via DAmelio. Trentanni dopo possiamo ancora sentire quellonda durto che sta continuando a vibrare, pretendendo verità e giustizia. Ma trentanni sono tanti e il rischio che quella stagione venga archiviata e spazzata via da nuove priorità, solo apparentemente più urgenti, è dietro langolo.

Nel 2022 sicuramente in tanti, sia con ruoli istituzionali che non, commemoreranno i magistrati e gli agenti morti nelle stragi. Proprio il ricordo di quelle vite spezzate deve portarci a fare un passo in più verso una rinnovata consapevolezza.

Siamo forse di fronte a un processo di trasformazione culturale nei confronti del potere e dellorganizzazione sociale? La nostra società si sta lentamente abituando ad alcune forme di clientelismo? La capacità di intimidazione sta diventando perfino seducente? Soprattutto agli occhi delle nuove generazioni?

Dobbiamo fare attenzione! Perché se la battaglia contro le organizzazioni mafiose storicamente intese sarà vinta dallo Stato, prima o poi, è nostra responsabilità evitare che il paradigma mafioso si radichi, come sembra stia accadendo. La mafiosizzazione” della società è una questione culturale e culturale deve essere, quindi, la rinnovata battaglia che abbiamo di fronte.

Ecco, nellanno che segna il trentennale dalle grandi stragi di mafia dobbiamo ribadire la responsabilità di continuare a costruire una società migliore e inclusiva, dove tutti si sentano attori protagonisti della storia che stiamo vivendo.

Continuiamo la discussione insieme!

                

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5 anni di impegno: il bilancio del mio mandato

E’ stato un quinquennio complicato, partito senz’altro quasi nel peggiore dei modi, tra non-vittorie, subitanee scissioni (Italia Bene Comune morta alla prima assemblea), Governi no-alternative, ma oggi posso dire che ne è valsa la pena e che è stato un privilegio servire le Istituzioni repubblicane.

Quello che si poteva fare, l’abbiamo fatto. Non tutto e non sempre come avremmo voluto, certo. Ma è stato fatto.

Sono grato a chi, avendo esperienza e competenze molto maggiori delle mie nella difficile gestione del processo parlamentare, ne ha determinato l’esito.

Se cliccate QUI potrete scaricare il quaderno che raccoglie questi 5 anni.

Grazie.

Davide Mattiello

Massomafia

Massomafia di Andrea Leccese è un contributo prezioso alla comprensione del fenomeno del quale si è tanto occupata la Commissione Parlamentare Antimafia: il rapporto tra mafia e massoneria.
Le organizzazioni criminali di stampo mafioso hanno bisogno di relazioni altolocate per fare affari, aggiustare processi, avere coperture politiche, naturale quindi che abbiano cercato e cerchino di introdursi in ambienti popolati da soggetti interessanti: professionisti, imprenditori, politici, magistrati, funzionari pubblici. Meno naturale è che associazioni di tipo massonico cerchino queste relazioni intenzionalmente, come emergerebbe anche dalla recente inchiesta internazionale che ha portato il 4 di Ottobre all’arresto del boss Salvatore Rinzivillo, o che comunque dimostrino una tolleranza di fatto, negando l’esistenza del problema e tenendo comportamenti opachi sia nella gestione delle logge, sia nel rapporto con le Istituzioni dello Stato, come purtroppo è successo durante l’inchiesta condotta dalla Commissione Antimafia. L’incontro tra questi due tipi di comportamenti crea un ecosistema ideale al proliferare del malaffare. Sicuramente va riformata la così detta Legge Anselmi, che più correttamente andrebbe chiamata Legge Spadolini, che è evidentemente incostituzionale oltre che inutile: discende infatti dall’art. 18 della nostra Costituzione il divieto di costruire associazioni segrete, punto. Con buona pace del Gran Maestro del GOI.