Se potessi votare in Umbria non avrei dubbi: sosterrei Walter Verini.

Per dirlo ho scelto questa foto che risale alla scorsa Legislatura, nella quale siamo stati colleghi alla Camera in Commissione Giustizia, lui capogruppo, io apprendista. La seduta stava per cominciare, l’Aula ancora deserta, noi seduti al così detto “banco dei 9” quello dove sta chi è relatore del provvedimento in discussione: di li a poco si sarebbe votata la riforma del sistema di protezione dei Testimoni di Giustizia.
Ma la stessa scena è successa tante altre volte: per il nuovo Codice Antimafia, per il nuovo 416 ter (voto di scambio politico-mafioso), per il reato di depistaggio e per quello di tortura, per le nuove norme a tutela degli Amministratori pubblici minacciati. In cinque anni ho sempre trovato Walter come avrei voluto che fosse un deputato democratico con l’esperienza di un capo gruppo: accanto per sostenere, mediare, stoppare (a volte serve!), incoraggiare.
Doti che sono tanto più preziose pensando al ruolo del segretario regionale di un partito che deve ritrovare umanità e quindi unità, attraverso il rispetto tanto dei programmi quanto delle persone. Forza Walter!

Domandare è lecito alla presidenza della Commissione Antimafia. Rispondere, un dovere morale e politico.

La morra cinese

Si è composta la presidenza della Commissione parlamentare Antimafia, vorrei dire “finalmente”, ma non me la sento, perché l’esito è inquietante e non basta riempire un vuoto istituzionale purchessia per cantare vittoria. Anzi.
Il presidente è il Senatore 5Stelle Morra che nella scorsa Legislatura, pur essendo già Senatore, non faceva parte della Commissione Antimafia. Vice presidenti: Jole Santelli, coordinatrice di Forza Italia in Calabria, fedelissima, come lei stessa ha recentemente e fieramente ribadito, di Silvio Berlusconi e Christian Solinas, del Partito Sardo d’Azione, molto legato a Salvini, che infatti lo sponsorizza alla Presidenza della Sardegna, noto alle cronache per aver vantato una Laurea patacca, in stile Trota.
Segretari di Commissione: Wanda Ferro, calabrese, legata a Berlusconi anche se recentemente passata a Fratelli d’Italia e Gianni Tonelli, leader del SAP (Sindacato di destra della Polizia) eletto grazie a Salvini, noto per le sue posizioni, diciamo “crude”, su Cucchi e altri drammi simili.
Quindi: Movimento 5 Stelle 1, Destra 4. Di cui 2 chiaramente legati a Berlusconi e due a Salvini (che è a sua volta legato a Berlusconi per diverse faccende). Centro Sinistra: non pervenuto.
Tralascio ogni considerazione di natura politica su un esito che pare molto simile a quello che ha portato alla elezione dei presidenti di Camera e Senato e che rende plastica la sopravvissuta centralità di Berlusconi nella scena politica italiana, ovvero: nessuna di soluzione di continuità tra il sistema di potere che si è imposto in Italia nella stagione ’92-’94 e quello che la governa oggi, con buona pace dei 5Stelle.
L’elezione di Salvini nel collegio di Reggio Calabria grazie soprattutto all’impegno di Scopelliti, resta per me il segno più evidente di questa continuità infausta.

 

Mi soffermo invece su alcune domande che rivolgo al Presidente Morra.
L’attuale maggioranza ha approvato una modifica al Codice Antimafia, che prevede la possibilità di vendere all’asta ai privati i beni confiscati alla mafia. Mai prima d’ora in questo modo. Questa possibilità, formalmente presentata come estrema ratio, diventerà molto probabilmente la norma nella prassi applicativa: sarà molto più comodo infatti lasciar spirare i termini di 90-180 giorni entro i quali devono manifestarsi le disponibilità di soggetti istituzionali o sociali a gestire il bene confiscato, prendere atto dell’assenza di proposte e mettere all’asta. La modalità con la quale si realizzerà il meccanismo di vendita nulla potrà contro i prestanome dei mafiosi, che avranno buon gioco a riprendersi i beni immobili ed aziendali, mantenendo saldo il potere e il prestigio sul territorio.
Cosa Pensa il Presidente di questa norma?

 

Il Parlamento ha finalmente ratificato il Trattato di cooperazione giudiziaria e di estradizione con gli Emirati Arabi, un lavoro lungo e complicato cominciato su sollecitazione nostra nel 2014, portato avanti dal Ministro Orlando e perfezionato in finale di XVII Legislatura. Un Trattato fondamentale per evitare che gli Emirati Arabi continuino ad essere il paradiso dei latitanti italiani e tra questi di uno in particolare: Amedeo Matacena. Già deputato di Forza Italia, condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa, protagonista della prima stagione di Forza Italia in Calabria, della cui latitanza i magistrati reggini si occupano traendo spunto dalle carte di una delle più importanti inchieste della DDA di Reggio Calabria, Breakfast, che riguarda l’intreccio di interessi e relazioni tra estrema destra (alludo a Guaglianone già tesoriere dei NAR), ‘ndranghetapersonaggi della Lega Nord, ai vertici del sistema fino a pochi anni fa (alludo a Mafrici e Belsito) e lambisce personalità di spicco come Scajola (già Ministro dell’Interno, attualmente Sindaco di Imperia).
Cosa intende fare il Presidente Morra per sollecitare l’applicazione del Trattato ed in particolare l’estradizione di Amedeo Matacena?

 

Il Parlamento ha finalmente a disposizione alcune sentenze di fondamentale importanza per fare luce sul quello che è il nodo irrisolto del rapporto Stato mafia in Italia: la stagione 1989-1994. A cominciare da quella ormai definitiva (2014), che ha condannato Marcello Dell’Utri come concorrente esterno di Cosa Nostra, fino a quelle di primo grado dei processi “Trattativa” e “Borsellino quater”, le cui motivazioni ormai depositate servono eccome a comporre il puzzle delle relazioni politiche, economiche e criminali che hanno fatto la storia di quegli anni e che in gran parte continuano a farla anche oggi. La responsabilità penale pretende il terzo grado di giudizio, quella politica un po’ di coraggio.
Cosa intende fare il Presidente Morra su questo punto?

 

Sta per iniziare uno dei processi più dolorosi, legato a quello che è stato definito dalla magistratura giudicante “il più grave depistaggio della storia repubblicana”: il processo che vede imputati tre funzionari di polizia (Bo, Mattei e Ribaudo) per la vicenda Scarantino. Sarebbe di fondamentale importanza, come più volte chiesto anche da Fiammetta Borsellino, che i tre dicessero tutto quello che sanno una volta per tutte (come potrebbe ancora fare Contrada). Rompendo una subdola forma di omertà che pare essere più resistente ancora di quella interna alla mafia: quella determinata dall’appartenenza agli apparati di sicurezza. Come ha recentemente deciso di fare Francesco Tedesco, il carabiniere testimone del pestaggio subito da Stefano Cucchi. Noi crediamo che sia da incoraggiare questo sforzo, perché “eroe” è chi punta il dito e fa i nomi, non chi sta zitto per paura e convenienza.
Il Presidente intende prendere una posizione su questo punto, sostenendo scelte di questo tipo?

Torino, 22/11/18
Davide Mattiello
Presidente della Fondazione Benvenuti in Italia
Deputato nella XVII Legislatura

 

Mail Bombing: subito il trattato Italia – Emirati

Di seguito il fac-simile del testo da inviare al presidente della Camera dei Deputati e alla presidente del Senato della Repubblica per chiedere l’immediata calendarizzazione della ratifica del trattato di cooperazione giudiziaria ed estradizione tra il governo della Repubblica Italiana e il governo dello Stato degli Emirati Arabi Uniti per assicurare alla giustizia i latitanti condannati in via definitiva o indagati per ogni genere di reato.

OGGETTO: subito il trattato Italia-Emirati Arabi

Egregio Presidente Roberto Fico, egregia presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati,

gli Emirati Arabi Uniti rappresentano un porto franco per molti latitanti italiani che, condannati in via definitiva o indagati, hanno scelto di sfuggire alla Giustizia raggiungendo gli Emirati Arabi.

Le cronache raccontano della presenza nello stato emiratino di almeno 9 soggetti ricercati dalle autorità giudiziarie italiane. Condannati o rinviati a giudizio per reati che vanno dall’associazione mafiosa al concorso esterno, passando dal narcotraffico, fino ad arrivare al riciclaggio ed alla frode fiscale.

Ritengo che la ratifica del trattato rappresenti un segnale forte per affermare la volontà del nuovo Parlamento di combattere le Mafie nel nostro Paese, insieme ai reati di corruzione che avvelenano l’economia sana e la fiducia nelle Istituzioni. È ormai chiaro a tutti come i rischi di tenuta dell’ordinamento democratico del nostro Paese arrivino da Mafie e organizzazioni segrete capaci di muoversi con disinvoltura su scala internazionale, anche grazie alla complicità di professionisti altolocati.

Non ci sono più scuse: il trattato di cooperazione ed estradizione è pronto per la ratifica parlamentare. Spetta a Voi dimostrare da che parte state, inserendolo urgentemente all’ordine del giorno.

Cordiali saluti

Nome e Cognome

 

Unisciti a noi! Invia questa mail a:

– Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico => http://presidente.camera.it/10

– Presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati => SegreteriaGabinettoPresidente@senato.it

Per saperne di più consulta i nostri materiali informativi e leggi la proposta di legge qui.

 

Abbiamo legato un fazzoletto, di fronte al Parlamento, perché non ci sono più scuse, non ci sono più alibi.

Trattato Italia-Emirati Arabi: nuovo passo verso la ratifica

Un trattato di Cooperazione Giudiziaria tra Italia ed Emirati Arabi esiste, ma non può produrre ancora effetti. Manca infatti la ratifica del Parlamento, così alcuni latitanti italiani sono sfuggiti alla giustizia e rimangono impuniti. Oggi, raccogliendo l’impegno di Davide Mattiello, membro della nostra fondazione ed onorevole Pd nella passata legislatura, Walter Verini ha presentato la proposta di ratifica alle Camere.

APPROFONDIMENTI

Leggi l’intervista a Walter Verini

Leggi l’articolo di “Diario del Web” 

L’intervista a Davide Mattiello:

 

 

Davide Mattiello coordinatore della Scuola di Politica

Ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone!

(Italo Calvino)

Lo stesso vale per la politica. Benvenuti in Italia vuole ricominciare scommettendo ancora una volta sulla nostra Scuola di Politica e su di me, nuovo coordinatore di questo pezzo così importante del nostro agire.

Dopo l’avventura in Parlamento che mia ha visto Deputato della Repubblica nella XVII legislatura e membro delle commissioni Antimafia e Giustizia, Davide torna con un ruolo di rappresentanza all’interno della Fondazione Benvenuti in Italia: a lui è stato chiesto di coordinare la Scuola di Politica.

Ci ho messo la firma

‘Mettere la propria firma è mettere la propria reputazione sulla carta’

Cit.

Qui di seguito, la lista completa degli appelli e delle manifestazioni di impegno alle quali ho aderito in questa campagna elettorale.

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Proponente: Movimento Federalista Europeo

oggetto: Dichiarazione d’impegno dei candidati

Per un’Europa federale – Le responsabilità dell’Italia

http://www.mfe.it/site/index.php/cosa-facciamo/per-un-europa-federale-2018

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Proponente: rete italiana per il disarmo

oggetto: sottoscrizione appello

Senzatomica

https://www.disarmo.org/ican/a/44802.html

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Proponente: rete italiana per il disarmo

oggetto: risposta domande

Un futuro di Pace e Disarmo: le domande della nostra Rete ai candidati e candidate delle Elezioni Politiche 2018

https://www.disarmo.org/rete/a/45122.html

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Proponente: arcigay

oggetto: sottoscrizione piattaforma proposte

 

PIATTAFORMA ARCOBALENO

https://votoarcobaleno.arcigay.it/la-piattaforma/

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Proponente: Riparte il Futuro

oggetto: adesione appello CANDIDATI TRASPARENTI

https://www.riparteilfuturo.it/candidati-trasparenti

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Proponente: Coldiretti : STOP CIBO FALSO

https://www.coldiretti.it/economia/fake-un-cibo-4-via-alla-mobilitazione

sottoscrizione Manifesto politico della Coldiretti 

https://www.coldiretti.it/economia/elezioni-lappello-al-voto-della-coldiretti

 


Proponente: ARCI

Le idee e le proposte dell’Arci a candidate e candidati alle elezioni politiche

http://www.arci.it/news/comunicati/comunicati-stampa-2018/le-idee-e-le-proposte-dellarci-candidate-e-candidati-alle-elezioni-politiche/

Terrorismo: eccellente lavoro dei nostri servizi

Eccellente il lavoro dei nostri Servizi di Informazione nella prevenzione delle minacce terroristiche di matrice jihadista, importante tenere alta la guardia sui rischi eversivi derivanti da estremismi domestici. Chiunque minacci un giornalista per il lavoro che fa, fomentando il clima d’odio attorno a chi denuncia, che sia un mafioso o peggio ancora un politico, getta benzina sul fuoco della eversione dell’ordine democratico, che è fondato sulla libertà di espressione. Libertà di espressione che a sua volta ha dei limiti nel perimetro dei valori costituzionali, per questo chi invece rivendica il valore del fascismo e ad esso si ispira, sta semplicemente fuori dal perimetro costituzionale e non può invocarlo a propria garanzia. Le formazioni neo fasciste vanno sciolte per legge, come previsto dalla 645 del 1952, anche per non dare alibi ad estremisti violenti di altro colore e per evitare di sovra esporre in un conflitto sbagliato uomini e donne delle nostre Forze dell’Ordine.

Stati generali della lotta alle mafie e relazione della commissione

C’è stata la convergenza istituzionale ora serve la continuità. Le tesi degli Stati generali della lotta alla mafia presentate poco fa dal Ministro Orlando riflettono in gran parte gli esiti contenuti nella relazione finale della Commissione parlamentare Antimafia, la continuità di questa azione politica è però legata all’esito delle elezioni del 4 di Marzo. Uno dei punti qualificanti sta nella esigenza di avere una anti mafia con la testa rivolta in avanti, cioè capace di comprendere che la mafia oggi non coincide più con le organizzazioni tradizionali, perché a fare mafia si impara. Abbiamo bisogno di una antimafia capace di seguire il giro del denaro tra economia legale e illegale dentro le pieghe del web, su scala globale. Ciò che per la mafia storica ha rappresentato la gestione dell’acqua potabile in Sicilia, oggi è rappresentato dai BIT, i dati digitali: chi li possiede, chi è in grado di captarli da remoto ed è in grado di manipolarli, ha in mano l’arma più potente che esita oggi

Le parole di Pierpaolo Romani, Direttore di Avviso Pubblico

In cinque anni di legislatura qual è, secondo lei, il provvedimento più importante approvato?

La riforma del Codice Antimafia è una legge importante perché amplia gli strumenti per aggredire le ricchezze accumulate dalle mafie che sono anche parte importante del loro potere di influenza sull’economia, sulla politica e sulla società tutta. Certo è un provvedimento che avrà bisogno di essere modificato, ma in questa formulazione può migliorare in maniera concreta la capacità di lottare contro le mafie e la corruzione.

Qual è, invece, l’intervento legislativo che non è stato portato a compimento e che dovrebbe essere al centro della prossima legislatura?

Il provvedimento da portare nella prossima legislatura è, secondo me, una Legge quadro sul gioco d’azzardo. Perché il gioco d’azzardo sta diventando un problema enorme dal punto di vista sociale, dal punto di vista sanitario e anche dal punto di vista criminale.

Tramite il gioco d’azzardo sempre più persone diventano dipendenti, mentre le mafie trovano in questo circuito il canale perfetto per riciclare denaro sporco ed espandere il proprio raggio d’azione nelle regioni non tradizionali. Per tutti questi motivi credo serva una legge quadro.

Come valuta l’operato di questo Governo sul fronte della lotta alle mafie e alla corruzione?

Come Avviso Pubblico abbiamo recentemente fatto dossier, grazie al nostro osservatorio parlamentare, per documentare i provvedimenti approvati e da approvare e ciò che emerge da questa analisi è che questa è stata una legislatura importante.

Provvedimenti significativi sono stati approvati, come il Codice Antimafia, l’Istituzione del 21 Marzo, il whistleblowing, ma anche la convocazione, negli ultimi tempi, degli Stati Generali della Lotta alle mafie da parte del Ministro Orlando. Anche quest’ultima iniziativa ha un carattere importante, perché ha fatto dialogare persone con competenze diverse che da anni si occupano di contrasto alle mafie. Un momento che ha ribadito la centralità del contrasto alle mafie nell’agenda politica e un lascito per l’azione del prossimo governo.

Davide Mattiello per la prima volta è stato eletto alla Camera dei Deputati. Come valuta il suo operato?

È stato un interlocutore competente e attento ed io posso esprimere solo parole di apprezzamento rispetto al suo operato. È stato relatore di leggi importanti e significative e, nel svolgere questo suo compito, si è sempre interfacciato con il mondo delle associazioni che  che da tanti anni si occupano di questi temi. Il mio giudizio è quindi positivo.

La lettera di Don Luigi Ciotti

A Davide non dico grazie.

Tutto ciò che di buono ha fatto in questi cinque anni di attività parlamentare – di cui queste pagine offrono ampio resoconto – non è nient’altro che il suo dovere di persona e di cittadino.

Chi viene dal “sociale” – e Davide da lì viene – lo sa.

Sa che la politica, prima che una professione, è un servizio, uno dei più complessi e coinvolgenti. Paolo VI lo definì «la più alta e esigente forma di carità».

Parole quanto mai appropriate: politica è vivere per gli altri e negli altri, mettersi nei loro panni, assumerne i bisogni e condividerne le speranze. Occorrono conoscenza e competenza, certamente. Ma prima ancora sensibilità e generosità.

Il percorso di Davide Mattiello muove da questi presupposti. Ci conosciamo da molti anni. Abbiamo condiviso iniziative e progetti, avuto confronti e discussioni, a volte anche divergenze. Ma di lui ho sempre apprezzato la passione e l’integrità, qualità che hanno caratterizzato anche la sua attività di parlamentare.

Non è scontato. La politica, se non si è formati moralmente e culturalmente, rischia di diventare un addestramento al cinismo e all’opportunismo. È la malattia del potere, malattia subdola e contagiosa che non riguarda solo la politica e che spiega il persistere nel nostro Paese di mafie e corruzione.

Davide ne è stato immune. Ha saputo navigare in questo difficile mare senza tradire i suoi riferimenti etici e spirituali. Ha servito la politica, invece di servirsene. Ha dato prova di affidabilità e di serietà. Ha praticato la difficile arte dell’ascolto e della mediazione. È stato umile: dote rara in un’epoca in cui prevalgono l’egocentrismo, l’esibizionismo, l’autopromozione, la ricerca spasmodica di consenso.

Queste pagine, come detto, ne sono la prova. Dal codice antimafia al contrasto al caporalato, dall’edilizia scolastica alla normativa sui testimoni di giustizia – solo per citare alcuni temi – ha lavorato sodo per innalzare il grado di democrazia e di giustizia sociale. Ha fatto quello che dovrebbe fare ogni politico che abbia a cuore il bene comune, a prescindere dal partito.

Con le imminenti elezioni questa stagione difficile ma proficua volge al termine. Non so cosa Davide intenda fare. Ma so che qualsiasi cosa farà, lo farà con lo spirito di servizio e con il senso di responsabilità che nobilita non solo la politica ma l’esistenza intera di una persona.

Don Luigi Ciotti

(Per scaricare il bilancio di mandato puoi cliccare QUI)