No al referendum: ho aderito all’appello della Presidente Bindi

Ho partecipato alla redazione dell’appello a votare No al prossimo referendum del 20/21 settembre sul taglio dei parlamentari, aperto dalla Presidente Rosy Bindi e sottoscritto da oltre 100 firme in tutta Italia. Uno schieramento ampio e plurale, espressione delle diverse culture politiche progressiste, che si mobilita in difesa della democrazia parlamentare.

Il taglio  dei parlamentari non inciderà sulla mancanza di efficienza ed efficacia del Parlamento, che richiede piuttosto una riforma seria del bicameralismo perfetto e dei regolamenti parlamentari. L’anomalia di un Parlamento di nominati verrà superata solamente da una nuova legge elettorale che restituisca ai cittadini il potere di scelta, al contrario la riduzione numerica di deputati e senatori rafforzerà il potere delle segreterie di partito, rischiando di accentuare il profilo oligarchico delle Camere.

Un Parlamento rimpicciolito sarà inevitabilmente più debole di fronte ai veri poteri forti del Paese e meno rappresentativo. Saranno penalizzate le donne, che ancora non hanno ottenuto una effettiva parità di genere; le regioni più piccole e i territori meno popolosi, con gravi disparità. Inoltre, rischiano di non avere voce le formazioni più piccole, le minoranze, le diverse culture politiche del Paese.

La riduzione dei costi della politica non passa dal risparmio irrisorio che si otterrebbe con una rappresentanza dimezzata, ma dalla riduzione dei privilegi e dalla capacità di incidere sui costi dei poteri economico finanziari.

Il documento, aperto a tutti coloro che lo vorranno sottoscrivere, vuole essere anche un contributo rivolto a tutta l’area democratica e riformista, cattolica e laica, affinché abbia un sussulto di dignità politica e culturale di fronte ad un voto che non ammette silenzi, inerzie o semplice indifferenza. È possibile aderire sul sito noiperilno.it oppure con una email a noiperilno@gmail.com

Leggi il documento completo qui

Siamo democratici perché antifascisti

Qui di seguito l’art. 1 della legge N. 645 del ’52 che punisce chi organizza una formazione neo-fascista. Secondo voi Forza Nuova e Casa Pound ci rientrano o no? Per me si, comodamente:

1. Riorganizzazione del disciolto partito fascista.
Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.

Una nuova sfida

Nel 2013 il Partito Democratico mi ha offerto la grande opportunità di portare in Parlamento competenze ed istanze  maturate sul fronte dei diritti civili, della legalità e dell’antimafia in anni di militanza sociale. Sono stati 5 anni di grande impegno, con riforme approvate che erano attese da decenni. Accetto con entusiasmo questa nuova candidatura per rendere più forte la politica del nostro Paese e del nostro territorio torinese. Dove c’è legalità c’è più lavoro, più giustizia, meno tasse e più libertà!

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5 anni di impegno: il bilancio del mio mandato

E’ stato un quinquennio complicato, partito senz’altro quasi nel peggiore dei modi, tra non-vittorie, subitanee scissioni (Italia Bene Comune morta alla prima assemblea), Governi no-alternative, ma oggi posso dire che ne è valsa la pena e che è stato un privilegio servire le Istituzioni repubblicane.

Quello che si poteva fare, l’abbiamo fatto. Non tutto e non sempre come avremmo voluto, certo. Ma è stato fatto.

Sono grato a chi, avendo esperienza e competenze molto maggiori delle mie nella difficile gestione del processo parlamentare, ne ha determinato l’esito.

Se cliccate QUI potrete scaricare il quaderno che raccoglie questi 5 anni.

Grazie.

Davide Mattiello