Carceri: condizioni migliori ai mafiosi se collaborano

(ANSA) – ROMA, 19 APR – “E’ importante l’iniziativa del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, sulla esecuzione della pena: e’ giusto ribadire che la pena deve essere, oltre che certa, rispettosa della dignita’ della persona. Il fatto stesso che Orlando ci abbia riuniti a Rebibbia e’ stato un modo per mettere al centro il mondo carcerario, nel quale lavorano migliaia di uomini e donne in un contesto sicuramente stressante e delicato, a cui va la nostra gratitudine”. Cosi’ il deputato Pd Davide Mattiello, componente delle Commissioni Giustizia e Antimafia, alla giornata conclusiva degli Stati generali dell’esecuzione penale, in corso al carcere romano di Rebibbia. “Conviene ribadire, anche visti i recenti ‘chiari di luna’ in RAI, che la storia piu’ dolorosa del nostro Paese ci impone di trattare con una attenzione speciale i mafiosi condannati, che hanno diritto come chiunque altro di accedere a condizioni detentive migliori, a patto che collaborino con la giustizia, dicendo tutto cio’ che sanno e che hanno. Altrimenti e’ ragionevole presupporre la continuazione del delitto associativo, con tutte le conseguenze del caso”, conclude il deputato

Storico primo sciopero dei braccianti Indiani

 (ANSA) –
ROMA, 18 APR – “Storico primo sciopero dei braccianti indiani che lavorano
nelle campagne del Pontino: avendone conosciuto, grazie a Marco Omizzolo, le
sofferenze, il coraggio e il grande desiderio di riscatto, esprimo la mia
vicinanza a loro e a chi li ha accompagnati in questo percorso”: lo
afferma in una nota postata su Facebook, il componente dem della Commissione
Antimafia Davide Mattiello. “Ora – aggiunge – bisogna fare almeno tre cose: vigilare su di
loro e su chi, giornalisti, associazioni e sindacati li sta sostenendo,
affinché non si tramutino in realtà le minacce di cui sono stati oggetto.
Approvare senz’altro il nuovo Codice Antimafia che ha norme di rigore contro il
caporalato, da noi e dal ministro Orlando fortemente volute. Sappiamo che
finalmente – prosegue Mattiello – la Commissione Giustizia del Senato ha
calendarizzato per giovedì la discussione. Infine è necessario rammentare a
Salvini, che sarà questa sera proprio lì, di evitare di gettare benzina sul
fuco, avvelenando il significato di questa manifestazione: lavoratori e
lavoratrici che pretendono rispetto per sé e per la legalità”, conclude Mattiello

Porre fine alla latitanza di Matacena

(ANSA) – ROMA, 13 APR – “Si e’ conclusa a Reggio Calabria l’udienza del processo ‘Scajola-Rizzo’ nella quale avrebbe dovuto deporre il colonnello Omar Pace, che purtroppo si e’ tolto la vita lunedi’ mattina. Il frutto del suo lavoro per il processo e’ salvo, ma grande e’ il vuoto che lascia oltre che nella sua famiglia, nella DIA, dove le sue qualita’ professionali erano molto apprezzate cosi’ come lo erano dalla magistratura. Aumenta la nostra responsabilita’ nel contribuire al miglior successo della legalita’, a cominciare dall’approvazione del Trattato Italia-Emirati, la cui ormai ingiustificabile assenza e’ uno dei motivi che permettono ad un pregiudicato come Amedeo Matacena di continuare la sua latitanza”. Lo scrive il deputato Pd Davide Mattiello, che insiste affinche’ il prossimo Consiglio dei ministri, previsto per domani, approvi il Trattato di cooperazione giudiziaria che permetterebbe l’estradizione dei latitanti italiani fuggiti negli Emirati.

Colpo di scena (o quasi): spingi e tira la relazione è stata resa pubblica (formalmente ieri alle 16:30!). Con 10 mesi di ritardo rispetto alla scadenza del 30 giugno 2015, infatti i dati si fermano al Dicembre 2014, quindi sono vecchi. L’allegato A mappa la prima accoglienza “provvisoria”, ma i dati si riferiscono alle presenze, provincia per provincia, non alle strutture destinatarie dei finanziamenti. Insomma: un punto di partenza, ma resta molto da fare per rispettare lo spirito della norma che abbiamo fortenemente voluto nell’Ottobre del 2014!

Sistema di accoglienza: il Viminale sta violando la Legge

(ANSA) – ROMA, 12 APR – “Dal Viminale e’ stata violata la legge sulla trasparenza del sistema di accoglienza”. A dirlo e’ il deputato Pd Davide Mattiello, componente delle Commissioni Giustizia e Antimafia. “E’ dal 30 giugno 2015 che aspettiamo la relazione pretesa da un emendamento che proposi e venne votato all’unanimita’ nell’ottobre del 2014. La norma – ricorda il parlamentare dem –  impone al Viminale di produrre ogni anno al 30 di giugno una mappatura puntuale sul sistema di accoglienza primario, quello che soprattutto in emergenza vive della discrezionalita’ delle Prefetture. Dopo mesi di traccheggiamenti, una relazione e’ stata ultimata nel dicembre del 2015, ma mai pubblicata. Io la bozza di quella relazione l’ho vista: dati vecchi e parziali; se fosse stata pubblicata sarebbe stata una beffa. Intanto si moltiplicano i casi di speculazione sulla pelle dei migranti. Casi che rischiano di aumentare con la chiusura della rotta balcanica”. “La trasparenza su questi dati: chi prende i soldi, quanti, per fare cosa, e’ propedeutica ad una buona gestione dell’accoglienza, che dovrebbe fare rima con solidarieta’”, conclude Mattiello.

Indignamoci per Riina e Matacena

(ANSA) – ROMA, 8 APR – “Ci siamo giustamente indignati per le parole mafiose veicolate a mezzo Rai da Riina junior: dovremmo avvertire la medesima indignazione per le parole spudorate di chi, come Amedeo Matacena condannato per mafia, si sente intoccabile e a mezzo stampa continua a dichiarare da tre anni che nessuno lo riportera’ in Italia. Oggi c’e’ il Consiglio dei Ministri: un’altra occasione buona. Coraggio!”. Cosi’ il deputato Pd Davide Mattiello, che torna a sollecitare che il Consiglio dei ministri esamini e vari il Trattato di cooperazione giudiziaria e quello di estradizione tra Emirati Arabi e Italia, che sono gia’ stati predisposti. “Quando martedi’ scorso il Ministro Gentiloni ha riferito in Aula alla Camera sul caso Regeni, sono rimasto positivamente colpito dal modo con cui il Ministro ha declinato il concetto di ragion di Stato, dicendo che l’unica ‘ragione’ di Stato sono la verita’ e la dignita’ per Giulio Regeni. Qual’e’ la ‘ragione’ di Stato nei rapporti con gli Emirati Arabi? Perche’ il Trattato di cooperazione giudiziaria e’ saltato fuori dal Consiglio dei ministri del 3 marzo e non se ne sa piu’ niente? Perche’ l’Italia non fa uno sforzo per consegnare alla giustizia i latitanti e i riciclatori che usano Dubai come base? C’e’ il terrore degli altri, ma c’e’ il terrore domestico generato quotidianamente da organizzazioni come la ‘ndrangheta: che segnale e’ per magistrati, forze dell’ordine, cittadini lasciare condannati e ricercati per mafia liberi in Paesi come gli Emirati che pure sono partner strategici dell’Italia sul piano commerciale?”, si chiede il deputato dem.

Vespa e Riina: verificare reato di favoreggiamento

(ANSA) – ROMA, 7 APR – Verificare se non vi siano gli estremi per favoreggiamento aggravato nei confronti di Bruno Vespa. E’ quanto chiede di fare il deputato Pd Davide Mattiello, secondo il quale “non si puo’ escludere che Giuseppe Salvatore Riina abbia voluto mandare un messaggio a quel che resta dell’organizzazione Cosa Nostra e alle stesse Istituzioni”. Per questo il deputato, che e’ componente della Commissione Antimafia, auspica “che in ogni competente sede istituzionale si vogliano fare le opportune verifiche, per capire se sia fondata la preoccupazione che il Riina abbia, almeno su questo punto, parlato da affiliato a Cosa Nostra e se di conseguenza siano rintracciabili nel comportamento di Vespa i profili previsti dal reato di favoreggiamento aggravato dall’art. 7, essendosi prestato all’ipotizzabile tentativo del Riina”. Mattiello parte dal “profilo criminale di Giuseppe Salvatore Riina, certificato nella sentenza di condanna definitiva per 416 bis ed estorsione a 8 anni e 10 mesi di carcere” e prosegue considerando “che mai il Riina ha dimostrato di prendere le distanze dal sodalizio mafioso, nell’unico modo riconosciuto dalla legge, cioe’ collaborando con la giustizia italiana”. “Considerato che – scrive – fino a prova contraria il sodalizio mafioso dei Riina e’ da intendersi senza soluzioni di continuita’. Considerato l’atteggiamento di Cosa Nostra e di Salvatore Riina in particolare, sui cosi’ detti ‘pentiti’, tanto che la revisione della legge sui collaboratori era uno dei punti prioritari del famigerato ‘papello’. Considerato che in questo periodo sono aperti diversi delicati processi che contano anche sulle dichiarazioni di collaboratori di giustizia. Considerato che verosimilmente di tutto cio’ il giornalista Bruno Vespa era edotto. Considerato che durante l’intervista di ieri sera Giuseppe Salvatore Riina si e’ generalmente rifiutato di rispondere nel merito dell’esperienza mafiosa rivendicando l’esclusivo ruolo di ‘figlio’, tranne che sulla questione dei collaboratori di giustizia, sulla quale invece e’ entrato pesantemente nel merito, per altro introdotto dalle parole di Vespa ‘lei ha ragione quando dice..’”, dato tutto questo, Mattiello chiede di verificare la sussistenza del reato di favoreggiamento aggravato.

Se nel nome di Regeni si compisse una rivoluzione?

(ANSA) – ROMA, 5 APR – “Se nel nome di Giulio si compisse una rivoluzione? Il Ministro Gentiloni ha appena terminato l’intervento in Aula sul rapimento e l’assassino di Giulio Regeni e ha ribaltato la prospettiva della ragion di stato, brandita da qualcuno per giustificare la sordina sulla vicenda. Gentiloni ha detto senza incertezze che l’unica ragion di Stato e’ trovare la verita’ per Giulio. La ragion di Stato sta nella verita’ e quindi nella dignita’ della persona, nei confronti di chiunque. Parole da non dimenticare, parole che valgono una rivoluzione, se fatte storia: di questa ragion di Stato questo nostro Stato ha ancora tanto, tanto bisogno… Basta depistaggi, approviamo la legge!”. A scriverlo su Fb e’ il deputato Pd Davide Mattiello, componente delle Commissioni Giustizia e Antimafia, dopo l’informativa del ministro degli Esteri Gentiloni sulla vicenda Regeni.