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5 anni di impegno: il bilancio del mio mandato

E’ stato un quinquennio complicato, partito senz’altro quasi nel peggiore dei modi, tra non-vittorie, subitanee scissioni (Italia Bene Comune morta alla prima assemblea), Governi no-alternative, ma oggi posso dire che ne è valsa la pena e che è stato un privilegio servire le Istituzioni repubblicane.

Quello che si poteva fare, l’abbiamo fatto. Non tutto e non sempre come avremmo voluto, certo. Ma è stato fatto.

Sono grato a chi, avendo esperienza e competenze molto maggiori delle mie nella difficile gestione del processo parlamentare, ne ha determinato l’esito.

Se cliccate QUI potrete scaricare il quaderno che raccoglie questi 5 anni.

Grazie.

Davide Mattiello

Non un passo indietro sulla sicurezza scolastica

 

La XVII Legislatura ha segnato un impegno senza precedenti sulla questione della edilizia scolastica: la cancellazione della Struttura di missione per la riqualificazione degli edifici scolastici presso la Presidenza del Consiglio, è un brutto segnale. Non se ne capisce il senso: la Struttura è uno strumento tecnico, che risponde alla Presidenza del Consiglio, qualunque sia il Presidente in carica, quindi in questo caso avrebbe risposto a Conte e avrebbe continuato a garantire all’azione del Governo un coordinamento generale in una materia nella quale il gomitolo di competenze ha reso spesso inefficienti gli interventi. E’ come avere il navigatore satellitare in macchina e gettarlo dal finestrino perché lo aveva comprato la il tuo “ex”. E’ come se si chiudesse l’ANAC, anziché, al limite, cambiare il suo direttore alla scadenza del mandato (per dire). Fino a prova contraria, sembra purtroppo un segnale in coerenza con le politiche del centro destra che ha continuamente tagliato i finanziamenti alla scuola tutte le volte che ha potuto. Sorprende (nonostante tutto ci sorprendiamo ancora!) che i 5 Stelle acconsentano. La scossa alla politica venne soprattutto dall’impegno della mamma di Vito Scafidi, Cinzia Caggiano, che non ha mai smesso di denunciare lo stato di inadeguatezza dell’edilizia scolastica, da quando il 22 Novembre 2008 a causa del crollo del contro soffitto della sua classe Vito perse la vita. Proprio il 22 Novembre è diventata per legge la giornata nazionale della sicurezza nelle scuole: il prossimo 22 Novembre sarà proprio il decennale e sarà senz’altro l’occasione per tirare una riga e capire in che direzione ci stiamo muovendo.

Leggi la notizia. 

Mail Bombing: subito il trattato Italia – Emirati

Di seguito il fac-simile del testo da inviare al presidente della Camera dei Deputati e alla presidente del Senato della Repubblica per chiedere l’immediata calendarizzazione della ratifica del trattato di cooperazione giudiziaria ed estradizione tra il governo della Repubblica Italiana e il governo dello Stato degli Emirati Arabi Uniti per assicurare alla giustizia i latitanti condannati in via definitiva o indagati per ogni genere di reato.

OGGETTO: subito il trattato Italia-Emirati Arabi

Egregio Presidente Roberto Fico, egregia presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati,

gli Emirati Arabi Uniti rappresentano un porto franco per molti latitanti italiani che, condannati in via definitiva o indagati, hanno scelto di sfuggire alla Giustizia raggiungendo gli Emirati Arabi.

Le cronache raccontano della presenza nello stato emiratino di almeno 9 soggetti ricercati dalle autorità giudiziarie italiane. Condannati o rinviati a giudizio per reati che vanno dall’associazione mafiosa al concorso esterno, passando dal narcotraffico, fino ad arrivare al riciclaggio ed alla frode fiscale.

Ritengo che la ratifica del trattato rappresenti un segnale forte per affermare la volontà del nuovo Parlamento di combattere le Mafie nel nostro Paese, insieme ai reati di corruzione che avvelenano l’economia sana e la fiducia nelle Istituzioni. È ormai chiaro a tutti come i rischi di tenuta dell’ordinamento democratico del nostro Paese arrivino da Mafie e organizzazioni segrete capaci di muoversi con disinvoltura su scala internazionale, anche grazie alla complicità di professionisti altolocati.

Non ci sono più scuse: il trattato di cooperazione ed estradizione è pronto per la ratifica parlamentare. Spetta a Voi dimostrare da che parte state, inserendolo urgentemente all’ordine del giorno.

Cordiali saluti

Nome e Cognome

 

Unisciti a noi! Invia questa mail a:

– Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico => http://presidente.camera.it/10

– Presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati => SegreteriaGabinettoPresidente@senato.it

Per saperne di più consulta i nostri materiali informativi e leggi la proposta di legge qui.

 

Abbiamo legato un fazzoletto, di fronte al Parlamento, perché non ci sono più scuse, non ci sono più alibi.

I testimoni di giustizia sono una priorità

L’Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia esprime vivo apprezzamento per le parole del viceministro degli interni Gaetti sui testimoni di giustizia:  “i testimoni di giustizia sono insieme ai beni confiscati una priorità”. Con queste parole il sottosegretario agli interni Luigi Gaetti intervistato dal quotidiano La Gazzetta di Mantova ha affermato che porterà avanti quello che ha caratterizzato il suo lavoro in commissione parlamentare antimafia: testimoni di giustizia e beni confiscati. Una bella intervista, dichiara Ignazio Cutrò Presidente della Associazione, che lascia ben sperare sulla fine  dell’isolamento e dell’indifferenza attorno a questi temi. Dunque oggi “siamo una priorità”. Non sentivamo parole di questo tenore da tanto tempo. Forse non le abbiamo mai sentite. Il vento del cambiamento aveva già cominciato a soffiare in commissione antimafia quando le forze politiche avevano proposto un disegno di legge di riforma dell’attuale programma di protezione poi trasformato in legge dello Stato. Un vento che porta con sè la parola Speranza. Doveroso ringraziare l’allora Presidente Rosy Bindi e il coordinatore del comitato di inchiesta sui testimoni Davide Mattiello. C’è ancora molto da fare: ” le norme sono importanti, ma non meno dei regolamenti e delle prassi applicative, cioè delle abitudini che si creano negli apparati dello Stato ai quali spetta  il dovere di proteggere e rispettare pienamente la dignità dei testimoni di giustizia”. Ieri la testimone e deputata Piera Aiello ha chiuso un capitolo buio della sua vita mostrando il suo volto nascosto per anni, troppi anni. Un gesto che assume anche un significato simbolico per tutti i testimoni di giustizia. Mai più una vita vissuta nell’ombra, vite fantasma. Non siamo più delle trepide ombre ma uomini e donne che hanno offerto la propria vita e quella dei propri familiari per il bene dello Stato. Le Istituzioni tutte, conclude Ignazio Cutrò,  facciano la loro parte, valorizzino i testimoni di giustizia e restituisca loro quelle che le mafie ed un malcelato senso dello Stato gli hanno ingiustamente tolto.
*Comunicato stampa dell’Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia

Europa e nazionalismi: Rosy Bindi ospite di Benvenuti in Italia

L’11 giugno 2018 Rosy Bindi è stata ospite della Fondazione Benvenuti in Italia per il terzo appuntamento del ciclo “Il futuro è un posto meraviglioso”. Con lei abbiamo discusso di populismi e nuovi nazionalismi, una situazione che non può prescindere dall’attualità e dalla decisione del Governo Conte di chiudere i porti, impedendo ai migranti di arrivare in Europa.

Operazione trasparenza: l’audizione del dott. Marco Venturi

Antonello Montante è stato recentemente arrestato con l’accusa, che si aggiunge a quelle originarie, di avere organizzato un sistema di “spionaggio” per raccogliere informazioni e tenere sotto tiro avversari e personalità eminenti. Si è addirittura fatto riferimento alla possibilità che Montante abbia avuto orecchie e ventriloqui nella Commissione Parlamentare Antimafia pronti, per esempio, a mettere sulle spine il suo grande accusatore Venturi. Noi in Commissione Antimafia sentimmo Venturi il 13 Dicembre del 2016: clicca qui per leggere il verbale della audizione che la Commissione ha desecretato e reso pubblico. Ognuno si faccia una idea.

 

 

Maksim Borodin…dicono che sia morto scivolando dal balcone

Maksim Borodin era un giornalista investigativo russo che si occupava delle operazioni para-militari del gruppo Wagner in Siria. Dicono che sia morto scivolando dal balcone di casa sua al V piano mentre fumava una sigaretta: doveva essere soprapensiero. Come Daphne Caruana Galizia, che non si è accorta della bomba piazzata nella sua macchina, come Jan Kuciak che ha aperto la porta al killer che ha ucciso lui e la sua compagna Martina Kusnirova. Il metodo mafioso di tappare la bocca ai giornalisti noi in Italia lo conosciamo bene, il problema è che sta diventando di moda e che l’Europa rischia di non essere all’altezza della sfida lanciata alla democrazia da forze autoritarie che si ispirano a Putin, ad Orban, ai neonazi austriaci o ai fascisti francesi che manifestano al confine alpino con l’Italia… Se davvero il Presidente Mattarella darà l’incarico esplorativo bis al Presidente della Camera Fico, vorrei proprio sapere cosa pensa di questa faccenda. Dirimente.

Il futuro? É un posto meraviglioso

“La sinistra è morta” FALSO!   “Le ideologie sono finite” FALSO!

“Per ogni questione che agita il nostro tempo (lavoro, guerra, ambiente, immigrazione, scuola, casa, mobilità…) trovare soluzioni ispirate dal CIASCUNO, che si sforza di includere ogni essere umano, e non dal QUALCUNO che presuppone una insanabile segregazione tra umanità di serie A e umanità di serie B. Difficile, ma bellissimo e necessario, perché la politica del QUALCUNO porta soltanto dolore. Abbiamo cominciato un percorso il 14 Aprile di cui questa è la sintesi, ci ritroveremo il 12 Maggio. Ti aspettiamo!

Davide Mattiello
coordinatore della Scuola di Politica “Renata Fonte” della Fondazione Benvenuti in Italia

 

All’iniziativa sono intervenuti:

Introduzione  –  Davide MATTIELLO, Fondazione Benvenuti in Italia

Abderrahmane AMAJOU, Slow Food; Luca BOSONETTO, Arci; Mimmo CARRETTA, Segretario PD; Domenico CERABONA,  Fondazione Amendola; Ludovica CIORIA, GD Piemonte; Silvia DE FRANCIA, ricercatrice; Raffaele GALLO, Consigliere Regionale Piemonte; Fabio MALAGNINO, assemblea nazionale del PD; Michele MIRAVALLE, Antigone; Mimmo ROSSI, Consigliere Regionale Piemonte; Riccardo PORCELLANA, consulente comunicazione; Francesca RISPOLI, Fondazione Benvenuti in Italia; Daniele VALLE, Consigliere Regionale Piemonte

Conduzione – Gianluca GOBBI, Radio Flash

Gli Emirati Arabi non siano più un porto franco per le mafie

Liberainformazione pubblica il mio articolo sull’urgenza della ratifica del trattato di estradizione e cooperazione giudiziaria con gli Emirati Arabi Uniti.

Per anni gli Emirati Arabi Uniti hanno rappresentato un porto franco per molti italiani, indagati o condannati in via definitiva per ogni genere di reato. Le cose, però, oggi possono cambiare, ammesso che il Parlamento italiano ratifichi finalmente l’accordo di estradizione e cooperazione giudiziaria con il Paese emiratino.

Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, era volato ad Abu Dhabi già nel settembre del 2015 per firmare l’accordo che, tuttavia, è rimasto arenato a lungo prima di essere approvato dal Consiglio dei Ministri. Questo perché il principio generale che vieta all’Italia di estradare chi tornando nel Paese di origine rischi la pena di morte, è stato rivisitato da norme europee entrate in vigore nell’agosto del 2016 che ne hanno preteso una formalizzazione ancora più stringente, rendendo così inadeguata quella adoperata nel testo sottoscritto dalle parti nel 2015. Ostacolo superato solo allo scadere della XVII Legislatura, attraverso lo scambio di lettere diplomatiche allegate ufficialmente al testo dell’accordo, con le quali sono state soddisfatte le esigenze imposte dalle norme europee, prevedendo l’obbligo in capo alle Autorità emiratine di commutare in pena detentiva la pena di morte comminata al ricercato di cui si chieda l’estradizione all’Italia. Il che ha consentito al Consiglio dei Ministri il 22 febbraio 2018, di licenziare il trattato, che però per diventare operativo deve essere ratificato dal Parlamento.

Oggi siamo quindi a un passo dalla ratifica finale da parte delle due Camere, che renderà efficace il trattato e permetterà all’Italia di reclamare e riportare in patria diversi latitanti. Le cronache raccontano di condannati in via definitiva per reati di mafia, narcotraffico, riciclaggio, corruzione e frode fiscale, reati gravi che mi hanno indotto per tutta la durata della XVII Legislatura a chiedere insistentemente l’approvazione del trattato. Credo infatti che la forza della criminalità di stampo mafioso e non, dipenda dalla impunità: più è manifesta l’impunità dei delinquenti, più si radica la loro capacità intimidatrice e cresce il senso di disaffezione dei cittadini verso le Istituzioni. Nel caso degli Emirati Arabi siamo al grottesco, perché queste latitanze sono vissute alla luce del sole, in spregio al principio di legalità e alla autorevolezza italiana. Il testimone è passato nella XVIII Legislatura all’onorevole Walter Verini, che già nella precedente, in quanto capogruppo in Commissione Giustizia Camera del PD, non aveva mai fatto mancare il suo sostegno, il quale l’11 aprile ha depositato in Parlamento una proposta di legge di ratifica ed esecuzione del Trattato di estradizione e del Trattato di mutua assistenza giudiziaria in materia penale tra l’Italia e gli Emirati Arabi Uniti.

Ha dichiarato l’on. Verini: “Queste misure sono importanti non solo per le loro ripercussioni dirette, ma anche come elemento di deterrenza. Le Mafie infatti si muovono su scala internazionale e gli Emirati Arabi rappresentano un porto franco per molti criminali legati a vario titolo alle organizzazioni mafiose. Mettere un freno a questa situazione di impunità è quindi un colpo diretto anche alle Mafie”.

Il nuovo Parlamento ha quindi una occasione limpida per far capire quali priorità stiano nella agenda politica delle forze che hanno la maggioranza dei voti.

Credo valga la pena monitorare con attenzione e fare quel che è possibile per illuminare la situazione. Nessuna zona franca può essere sopportata dalla democrazia.

Trattato Italia-Emirati Arabi: nuovo passo verso la ratifica

Un trattato di Cooperazione Giudiziaria tra Italia ed Emirati Arabi esiste, ma non può produrre ancora effetti. Manca infatti la ratifica del Parlamento, così alcuni latitanti italiani sono sfuggiti alla giustizia e rimangono impuniti. Oggi, raccogliendo l’impegno di Davide Mattiello, membro della nostra fondazione ed onorevole Pd nella passata legislatura, Walter Verini ha presentato la proposta di ratifica alle Camere.

APPROFONDIMENTI

Leggi l’intervista a Walter Verini

Leggi l’articolo di “Diario del Web” 

L’intervista a Davide Mattiello:

 

 

Il futuro? Un posto meraviglioso

Confronto sul tema

La sinistra è morta” FALSO! “Le ideologie sono finite” FALSO!

La Fondazione Benvenuti in Italia organizza un incontro dal titolo “Il futuro? Un posto meraviglioso” sul ruolo della sinistra e delle ideologie, dopo la sconfitta elettorale del 4 marzo. L’incontro si terrà il 14 aprile alle ore 10,00 presso Binaria in via Sestriere 34 a Torino.

All’incontro parteciperanno:

Introduce, Davide MATTIELLO

Abderrahmane AMAJOU, Mimmo CARRETTA, Domenico CERABONA, Ludovica CIORIA, Silvia DE FRANCIA, Chara FOGLIETTA, Raffaele GALLO, Fabio MALAGNINO, Michele MIRAVALLE, Mimmo ROSSI, Andrea POLACCHI, Riccardo PORCELLANA, Francesca RISPOLI, Daniele VALLE

Conduce, Gianluca GOBBI

<<C’è chi dice che le ideologie non esistono più e che la sinistra sia morta, noi pensiamo che sia falso. Semplicemente e tristemente viviamo un tempo nel quale ha vinto l’ideologia del mercato, dell’edonismo, della competizione, un tempo nel quale le persone impaurite dalle proprie vulnerabilità cercano protezione e pensano di trovarla in chi illude col mito della segregazione, dello ‘stiamo tra di noi’. Insomma: viviamo il tempo della vittoria della destra. Tutto qui. Ma sconfitta e vittoria sono fasi di un percorso e noi, parafrasando Papa Francesco, non ci sentiamo ne’ sfiduciati, ne’ rassegnati, ne’ apatici: vogliamo prepararci a vincere di nuovo. Cioè a far vincere un modo di stare al Mondo fondato sulla uguale dignità e sulla uguale libertà di ogni essere umano. Per questo abbiamo proposto a molti nostri interlocutori impegnati in politica e nel sociale di incontrarsi e confrontarsi. Ma consapevoli che una marcia di mille miglia comincia col primo passo, ci concentreremo intanto sul futuro del Piemonte.>> Afferma Davide Mattiello, coordinatore della Scuola di Politica della Fondazione Benvenuti in Italia.