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5 anni di impegno: il bilancio del mio mandato

E’ stato un quinquennio complicato, partito senz’altro quasi nel peggiore dei modi, tra non-vittorie, subitanee scissioni (Italia Bene Comune morta alla prima assemblea), Governi no-alternative, ma oggi posso dire che ne è valsa la pena e che è stato un privilegio servire le Istituzioni repubblicane.

Quello che si poteva fare, l’abbiamo fatto. Non tutto e non sempre come avremmo voluto, certo. Ma è stato fatto.

Sono grato a chi, avendo esperienza e competenze molto maggiori delle mie nella difficile gestione del processo parlamentare, ne ha determinato l’esito.

Se cliccate QUI potrete scaricare il quaderno che raccoglie questi 5 anni.

Grazie.

Davide Mattiello

Commissione Antimafia, ma vi pare normale?

Questa mattina ero a Roma, davanti Palazzo San Macuto, sede della Commissione Parlamentare Antimafia. La Commissione, essendo “speciale” necessita di essere istituita ad ogni legislatura. Attualmente la Commissione è stata quindi istituita, ma non ancora costituita.

Intanto il Ministro dell’Interno vuole intervenire sul Codice Antimafia con un Decreto Legge per permettere la vendita dei beni confiscati anche ai privati. Ma vi pare normale?

Trattato Italia-Emirati: Intervista a Anna Rossomando

Il trattato di estradizione e cooperazione giudiziaria tra Italia ed Emirati Arabi Uniti potrebbe essere finalmente approvato dal Parlamento Italiano nelle prossime settimane. Perchè questo accada, infatti, manca solo il voto favorevole del Senato, dopo l’approvazione della Camera avvenuta il 6 agosto scorso.

La ratifica del trattato aprirà la strada al rientro in Italia di diversi latitanti che negli anni si sono rifugiati tra Dubai e Abudhabi per sfuggire alla giustizia italiana. Si tratta soprattutto di persone condannate o indagate per reati connessi alla criminalità organizzata, come Amedeo Matacena, ex parlamentare di Forza Italia condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa, rifugiato a Dubai da anni. O Raffaele Imperiale, narcotrafficante ritenuto vicino al clan degli scissionisti, fuggito negli Emirati Arabi nel 2016.

Abbiamo intervistato Anna Rossomando, senatrice del Partito Democratico e vicepresidente del Senato, per chiederle un commento sui tempi dell’approvazione e sull’efficacia di provvedimenti di questo tipo.

 

Siamo a un passo dalla ratifica del trattato di cooperazione giudiziaria ed estradizione tra Italia ed Emirati Arabi Uniti. Con quali tempi ritiene che arriveremo al voto, dunque all’approvazione definitiva?

Dobbiamo arrivarci in tempi brevissimi. Abbiamo il dovere e la responsabilità di farlo perchè è un provvedimento importante e atteso. Un provvedimento nato con il Governo Gentiloni e il Ministro Orlando, che prima della pausa estiva è stato finalmente approvato alla Camera. Io, come vicepresidente del Senato, mi impegno a chiedere la più celere calendarizzazione del trattato.

Credo e sono fiduciosa che verrà approvato tempestivamente, perchè è un provvedimento sul quale c’è una condivisione molto ampia. Quello che serve è la sensibilità per farne una priorità.

Ritiene dunque che anche la maggioranza di Governo sia interessata ad approvare al più presto il provvedimento?

Io lo auspico! Penso che non sia mai abbastanza sottolineare come su questi temi sia necessaria una larghissima condivisione e di fatto nessuno possa dirsi contrario alla lotta alle Mafie. Però la questione è di sfuggire alla retorica, perchè essere contro le Mafie è ovviamente facile a dirsi, ma poi quello che conta sono le priorità e l’attenzione che si dedica.

Io vedo con preoccupazione il fatto che il contrasto alle Mafie sia un po’ scomparso dall’agenda politica e dalle priorità del contratto Giallo-Verde. Da questo punto di vista il mio impegno è quello di richiamare l’attenzione sull’argomento. Quello che conta, infatti, è capire quali provvedimenti siano una priorità e quale sia l’atteggiamento complessivo del Governo.

Ci tengo a ricordare come nella passata legislatura abbiamo approvato delle riforme importantissime con il concorso di tutti i partiti, penso al “Codice Antimafia” o alla “Riforma dei beni confiscati alle Mafie”, ora queste leggi vanno fatte applicare e devono essere fatte vivere per farle funzionare davvero. Questo per dire che la lotta alle Mafie vive di molta concretezza e di un impegno che inizia con l’approvazione di una legge, ma l’approvazione non è il punto di arrivo.

Come ricordava, già nella scorsa legislatura, in commissione Giustizia, lei si è dimostrata attenta al tema. Perchè ritiene che un accordo di cooperazione giudiziaria tra i due Paesi sia così importante?

In una dimensione ormai sovranazionale della criminalità organizzata, questo tipo di provvedimento è fondamentale, altrimenti continueremo a non avere gli strumenti per individuare, punire e applicare le sanzioni che eroghiamo con le sentenze.

Mi spiego: il fatto che ci sia un processo o un’indagine che si conclude con una sentenza di condanna in Italia, ovviamente ha una dimensione di per sè internazionale. Questo perchè la persona coinvolta non si rifugia semplicemente all’estero per sfuggire alla giustizia, ma è la stessa organizzazione di cui fa parte ad agire in una dimensione sovranazionale. Ormai la cooperazione internazionale è un punto fondamentale e ineludibile, quindi l’approvazione del trattato è un passo importante che può avere anche una funzione di deterrenza e che va a colmare una lacuna che c’era nel nostro ordinamento.

Approfitto dell’occasione per ricordare il lavoro del mio collega Davide Mattiello nella scorsa legislatura sui temi che hanno a che vedere con la lotta alla criminalità organizzata, il suo impegno nella proposta di legge, ma anche l’attenzione e il lavoro di tessitura che ha fatto per ottenere provvedimenti che avessero il più largo consenso possibile.

Per saperne di più consulta tutti i materiali della campagna di Benvenuti in Italia“Stop latitanti: subito il trattato Italia-Emirati”.

Approvare la ratifica del trattato di estradizione con gli Emirati Arabi

 

A coloro che parlano – giustamente – di lotta alla Mafia, di lotta alla corruzione, ricordiamo che prima di tutto bisogna annullare l’impunità. Per questo motivo sono andato davanti al Senato della Repubblica per legare un fazzoletto: bisogna calendarizzare e votare al più presto la ratifica del trattato di cooperazione ed estradizione con gli Emirati Arabi per mettere fine alle latitanze spudorate di molti italiani.

Per maggiori informazioni sulla campagna per la ratifica del trattato, clicca qui.

Guarda il video:

 

Il caporalato uccide, l’indifferenza pure

Ancora una strage di lavoratori, schiacciati non solo da lamiere accartocciate sulle strade italiane dopo aver raccolto pomodori per due euro l’ora ma dallo sfruttamento da parte di padroni, padrini e sfruttatori vari. Sono lavoratori uccisi dal bisogno, dalla disperazione, da un lavoro lasciato troppo spesso nelle mani del mercato criminale e dall’indifferenza. Ma anche dalle lacrime di coccodrillo di chi dopo ogni strage invoca controlli e (contro)riforme salvo riprecipitare nell’oblio dopo pochi giorni, per poi riparlarne alla strage successiva, dimenticando che nel nostro Paese vi è un morto sul lavoro ogni otto ore e due mila infortunati al giorno: quindi ogni giorno è strage. E ogni giorno aumenta la responsabilità di chi non vede, non sente, ma parla quando si contano i morti. Solo nell’agricoltura sono 430 mila i lavoratori e le lavoratrici sfruttati, di cui 130 mila in condizioni paraschiavistiche. E poi c’è l’edilizia, i trasporti, i servizi etc.
Per questo non facciamo appello alle Istituzioni le quali conoscono i loro doveri e se non li adempiono ne risponderanno davanti a chi democraticamente li giudica e controlla. Vogliamo invece rivolgerci a uomini e donne di buona volontà che non vogliono chiudere gli occhi davanti a un prodotto sottocosto sul banco di un supermercato, dietro il quale c’è una filiera che inizia con il sangue di disperati, migranti e italiani. Chi produce, vende, compra, usa un tale prodotto è l’altro capo dello sfruttamento. E non può più rimanere indifferente.
Facciamo appello ad associazioni, sindacati, persone e organizzazioni che ogni giorno vivono e combattono la violazione di diritti umani, le mafie, il caporalato, la tratta e ne sopportano il peso, vedendo calare ogni anno l’indice di dignità e legalità, dunque di democrazia del Paese.
Non ci stancheremo di ripetere che lo sfruttamento del lavoro, il controllo del territorio e l’umiliazione della persona sono il terreno in cui nascono e crescono le mafie. Così come contro le mafie, non basta chiedere che tutte le istituzioni facciano la loro parte, ma è necessario che ciascuno di noi apra gli occhi e combatta collettivamente perché i diritti non vengano dopo i prezzi, le persone dopo i prodotti, gli interessi economici criminali e illegali prima del lavoro legale.
A questo appello, con idee e fatti, si può aderire scrivendo a ilcaporalatouccide@gmail.com

Bruno Giordano, magistrato presso la corte di cassazione,
Marco Omizzolo, sociologo
Davide Mattiello, Benvenuti in Italia

Non un passo indietro sulla sicurezza scolastica

 

La XVII Legislatura ha segnato un impegno senza precedenti sulla questione della edilizia scolastica: la cancellazione della Struttura di missione per la riqualificazione degli edifici scolastici presso la Presidenza del Consiglio, è un brutto segnale. Non se ne capisce il senso: la Struttura è uno strumento tecnico, che risponde alla Presidenza del Consiglio, qualunque sia il Presidente in carica, quindi in questo caso avrebbe risposto a Conte e avrebbe continuato a garantire all’azione del Governo un coordinamento generale in una materia nella quale il gomitolo di competenze ha reso spesso inefficienti gli interventi. E’ come avere il navigatore satellitare in macchina e gettarlo dal finestrino perché lo aveva comprato la il tuo “ex”. E’ come se si chiudesse l’ANAC, anziché, al limite, cambiare il suo direttore alla scadenza del mandato (per dire). Fino a prova contraria, sembra purtroppo un segnale in coerenza con le politiche del centro destra che ha continuamente tagliato i finanziamenti alla scuola tutte le volte che ha potuto. Sorprende (nonostante tutto ci sorprendiamo ancora!) che i 5 Stelle acconsentano. La scossa alla politica venne soprattutto dall’impegno della mamma di Vito Scafidi, Cinzia Caggiano, che non ha mai smesso di denunciare lo stato di inadeguatezza dell’edilizia scolastica, da quando il 22 Novembre 2008 a causa del crollo del contro soffitto della sua classe Vito perse la vita. Proprio il 22 Novembre è diventata per legge la giornata nazionale della sicurezza nelle scuole: il prossimo 22 Novembre sarà proprio il decennale e sarà senz’altro l’occasione per tirare una riga e capire in che direzione ci stiamo muovendo.

Leggi la notizia. 

Mail Bombing: subito il trattato Italia – Emirati

Di seguito il fac-simile del testo da inviare al presidente della Camera dei Deputati e alla presidente del Senato della Repubblica per chiedere l’immediata calendarizzazione della ratifica del trattato di cooperazione giudiziaria ed estradizione tra il governo della Repubblica Italiana e il governo dello Stato degli Emirati Arabi Uniti per assicurare alla giustizia i latitanti condannati in via definitiva o indagati per ogni genere di reato.

OGGETTO: subito il trattato Italia-Emirati Arabi

Egregio Presidente Roberto Fico, egregia presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati,

gli Emirati Arabi Uniti rappresentano un porto franco per molti latitanti italiani che, condannati in via definitiva o indagati, hanno scelto di sfuggire alla Giustizia raggiungendo gli Emirati Arabi.

Le cronache raccontano della presenza nello stato emiratino di almeno 9 soggetti ricercati dalle autorità giudiziarie italiane. Condannati o rinviati a giudizio per reati che vanno dall’associazione mafiosa al concorso esterno, passando dal narcotraffico, fino ad arrivare al riciclaggio ed alla frode fiscale.

Ritengo che la ratifica del trattato rappresenti un segnale forte per affermare la volontà del nuovo Parlamento di combattere le Mafie nel nostro Paese, insieme ai reati di corruzione che avvelenano l’economia sana e la fiducia nelle Istituzioni. È ormai chiaro a tutti come i rischi di tenuta dell’ordinamento democratico del nostro Paese arrivino da Mafie e organizzazioni segrete capaci di muoversi con disinvoltura su scala internazionale, anche grazie alla complicità di professionisti altolocati.

Non ci sono più scuse: il trattato di cooperazione ed estradizione è pronto per la ratifica parlamentare. Spetta a Voi dimostrare da che parte state, inserendolo urgentemente all’ordine del giorno.

Cordiali saluti

Nome e Cognome

 

Unisciti a noi! Invia questa mail a:

– Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico => http://presidente.camera.it/10

– Presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati => SegreteriaGabinettoPresidente@senato.it

Per saperne di più consulta i nostri materiali informativi e leggi la proposta di legge qui.

 

Abbiamo legato un fazzoletto, di fronte al Parlamento, perché non ci sono più scuse, non ci sono più alibi.

I testimoni di giustizia sono una priorità

L’Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia esprime vivo apprezzamento per le parole del viceministro degli interni Gaetti sui testimoni di giustizia:  “i testimoni di giustizia sono insieme ai beni confiscati una priorità”. Con queste parole il sottosegretario agli interni Luigi Gaetti intervistato dal quotidiano La Gazzetta di Mantova ha affermato che porterà avanti quello che ha caratterizzato il suo lavoro in commissione parlamentare antimafia: testimoni di giustizia e beni confiscati. Una bella intervista, dichiara Ignazio Cutrò Presidente della Associazione, che lascia ben sperare sulla fine  dell’isolamento e dell’indifferenza attorno a questi temi. Dunque oggi “siamo una priorità”. Non sentivamo parole di questo tenore da tanto tempo. Forse non le abbiamo mai sentite. Il vento del cambiamento aveva già cominciato a soffiare in commissione antimafia quando le forze politiche avevano proposto un disegno di legge di riforma dell’attuale programma di protezione poi trasformato in legge dello Stato. Un vento che porta con sè la parola Speranza. Doveroso ringraziare l’allora Presidente Rosy Bindi e il coordinatore del comitato di inchiesta sui testimoni Davide Mattiello. C’è ancora molto da fare: ” le norme sono importanti, ma non meno dei regolamenti e delle prassi applicative, cioè delle abitudini che si creano negli apparati dello Stato ai quali spetta  il dovere di proteggere e rispettare pienamente la dignità dei testimoni di giustizia”. Ieri la testimone e deputata Piera Aiello ha chiuso un capitolo buio della sua vita mostrando il suo volto nascosto per anni, troppi anni. Un gesto che assume anche un significato simbolico per tutti i testimoni di giustizia. Mai più una vita vissuta nell’ombra, vite fantasma. Non siamo più delle trepide ombre ma uomini e donne che hanno offerto la propria vita e quella dei propri familiari per il bene dello Stato. Le Istituzioni tutte, conclude Ignazio Cutrò,  facciano la loro parte, valorizzino i testimoni di giustizia e restituisca loro quelle che le mafie ed un malcelato senso dello Stato gli hanno ingiustamente tolto.
*Comunicato stampa dell’Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia

Europa e nazionalismi: Rosy Bindi ospite di Benvenuti in Italia

L’11 giugno 2018 Rosy Bindi è stata ospite della Fondazione Benvenuti in Italia per il terzo appuntamento del ciclo “Il futuro è un posto meraviglioso”. Con lei abbiamo discusso di populismi e nuovi nazionalismi, una situazione che non può prescindere dall’attualità e dalla decisione del Governo Conte di chiudere i porti, impedendo ai migranti di arrivare in Europa.

Operazione trasparenza: l’audizione del dott. Marco Venturi

Antonello Montante è stato recentemente arrestato con l’accusa, che si aggiunge a quelle originarie, di avere organizzato un sistema di “spionaggio” per raccogliere informazioni e tenere sotto tiro avversari e personalità eminenti. Si è addirittura fatto riferimento alla possibilità che Montante abbia avuto orecchie e ventriloqui nella Commissione Parlamentare Antimafia pronti, per esempio, a mettere sulle spine il suo grande accusatore Venturi. Noi in Commissione Antimafia sentimmo Venturi il 13 Dicembre del 2016: clicca qui per leggere il verbale della audizione che la Commissione ha desecretato e reso pubblico. Ognuno si faccia una idea.

 

 

Maksim Borodin…dicono che sia morto scivolando dal balcone

Maksim Borodin era un giornalista investigativo russo che si occupava delle operazioni para-militari del gruppo Wagner in Siria. Dicono che sia morto scivolando dal balcone di casa sua al V piano mentre fumava una sigaretta: doveva essere soprapensiero. Come Daphne Caruana Galizia, che non si è accorta della bomba piazzata nella sua macchina, come Jan Kuciak che ha aperto la porta al killer che ha ucciso lui e la sua compagna Martina Kusnirova. Il metodo mafioso di tappare la bocca ai giornalisti noi in Italia lo conosciamo bene, il problema è che sta diventando di moda e che l’Europa rischia di non essere all’altezza della sfida lanciata alla democrazia da forze autoritarie che si ispirano a Putin, ad Orban, ai neonazi austriaci o ai fascisti francesi che manifestano al confine alpino con l’Italia… Se davvero il Presidente Mattarella darà l’incarico esplorativo bis al Presidente della Camera Fico, vorrei proprio sapere cosa pensa di questa faccenda. Dirimente.